Ricordi - Fondazione Banca degli Occhi Lions Melvin Jones

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 “Testimonianza di un dono”

La decisione di donare le cornee era una decisione presa da tempo, condivisa da entrambi.
Faceva parte di noi quella convinzione, tanto che durante la malattia, pur consapevoli della gravità del male, non ne abbiamo mai parlato.
Nel momento in cui la vita ha lasciato Roberto, l'abbiamo sentita fluire via quella vita, quella vita che abbiamo cercato di trattenere, perché si è sempre increduli di fronte alla morte di chi amiamo.

Poche ore dopo, il prelievo delle cornee.
Quando le cornee sono state prese in consegna dagli addetti al trasporto alla Banca degli Occhi, in un momento di grande commozione, ho avuto la certezza che per mezzo di quel tessuto, prelevato dopo la morte, quando ormai la vita aveva lasciato Roberto, in realtà sarebbe stato solo temporaneamente, perché attraverso il dono di sé e di una parte del proprio corpo avrebbe superato la barriera della morte. Mi è ritornata alla mente l'emozione che avevo provato ascoltando al Congresso di Chiusura la testimonianza di una giovane donna, che, divenuta cieca a causa di una malattia, aveva riacquistato la vista grazie ad un trapianto di cornea.
Si avvertiva la percezione del valore del dono che aveva ricevuto, un dono che aveva cambiato, migliorato la sua vita.
La vita cambierà per chi riceverà le cornee di Roberto, la vita continuerà in una persona sconosciuta e mi piace pensare che nei suoi occhi si possa cogliere l' accenno di sorriso che si scorgeva sempre negli occhi di Roberto.
Il suo ultimo atto è stato un atto d'amore verso gli altri.

 

Daniela Finollo Linke

 

“Io vedo attraverso le tue cornee”

Non so chi tu sia, quale fosse il tuo stile di vita, i tuoi gusti, il colore della tua pelle, la tua età, le tue abitudini, se eri una brava persona o meno, ma non importa perché ciò che so è che l’ultimo gesto che hai compiuto nella tua vita è stato quello di donarmi una parte di te……le tue cornee….

Non so se sia stata una tua scelta o delle persone a te care, ma ciò che conta è che tale decisione è stato un gesto libero e altruistico compiuto al solo fine di fare il bene altrui.

Desidero contraccambiare il dono ricevuto nell’unico modo a me possibile, e cioè dicendo alla tua famiglia e alla società intera l’importanza del tuo gesto e del lavoro svolto della Banca degli Occhi.

Marcel Proust sottolineava che “il vero viaggio non consiste nel cercare nuovi paesaggi, ma nell’avere nuovi occhi”. Lo spazio non è vuoto: è pieno di colori, suoni, vibrazioni: forme di una sola sorgente di energia che si differenzia a seconda della frequenze di vibrazione e del mezzo di conduzione. La vista è la generatrice dell'immaginazione: in uno spazio di pochi millimetri, l'occhio raccoglie l'universo intero, distingue i colori, le loro gradazioni, la bellezza dei corpi, l'armonia dei segni, lo splendore della luce. Per me non si tratta solo di vedere ciò che mi circonda in modo attraverso un diverso approccio spirituale ma altresì attraverso le tue cornee, ho potuto avere nuovi occhi che riescono a captare tutto lo spazio che mi circonda, a trasmettere emozioni e ricevere emozioni…………quindi…. infinitamente grazie

a te e a voi…….

 

Antonella Nasso

 

“Cambia le tue parole e cambierai la tua realtà”

Un giorno, un uomo non vedente stava seduto sui gradini di un edificio con un cappello ai suoi piedi ed un cartello recante la scritta: “Sono cieco, aiutatemi per favore”.
Un pubblicitario che passeggiava lì vicino si fermò e notò che aveva solo pochi centesimi nel suo cappello.
Si chinò e versò altre monete. Poi, senza chiedere il permesso dell’uomo, prese il cartello, lo girò e scrisse un’altra frase.

Quello stesso pomeriggio il pubblicitario tornò dal non vedente e notò che il suo cappello era pieno di monete e banconote.
Il non vedente riconobbe il passo dell’uomo: chiese se fosse stato lui ad aver riscritto il suo cartello e cosa avesse scritto.
Il pubblicitario rispose “Niente che non fosse vero. Ho solo riscritto il tuo in maniera diversa”, sorrise e andò via.
Il non vedente non seppe mai che ora sul suo cartello c’è scritto: “Oggi è primavera… ed io non la posso vedere.”

Questo breve racconto per dire che la vista è uno dei beni più preziosi in nostro possesso; i nostri occhi ci permettono di ammirare tutte le meraviglie del mondo, tutte le cose belle intorno a noi, che spesso non riusciamo ad apprezzare come meriterebbero.

Io sono un beneficiario diretto del lavoro che la Fondazione porta avanti da tempo. Sono ormai “cliente fisso” della Clinica Oculistica da quasi 25 anni e ho subito il trapianto di cornea ad entrambi gli occhi.

Nel 1996 mi fu eseguito il trapianto all’occhio destro, ero già seguito dal Prof. Traverso da qualche anno e la mia cornea si stava ormai “deteriorando”. L’intervento era l’unica alternativa possibile.

Nel 2006 fu la volta del mio occhio sinistro, in questo caso la situazione era “meno drammatica” di 10 anni prima, ma, quando mi fu prospettata la possibilità del trapianto, non ebbi esitazioni, data l’esperienza positiva precedente.

A volte mi fermo a riflettere su cosa sarebbe potuto succedere se non avessi avuto la fortuna di eseguire i trapianti, poi “guardo” mio figlio e sorrido.

Non potrò mai ringraziare chi mi ha donato le cornee, ma posso ringraziare la Fondazione che dà l’opportunità a tante persone di continuare a vedere la primavera.

 

Claudio

 

“Il mio amico cheratocono”

Il mio nome è Denny Deriu sono un ragazzo di 32 anni quasi 33 che dall’età di 17 anni convive con un amico come il Cheratocono.

La mia esperienza inizia nel 1998-1999. Sono sempre stato un ragazzo senza nessun difetto visivo, anzi mi vantavo di avere fortunatamente una vista da falco, da piccolo mi divertivo a sfidare ad esempio mia sorella a leggere le targhe delle auto o cartelli stradali a varie distanze e modestamente potevo vantare diversi record.

All’età di 17-18 anni iniziarono purtroppo i primi problemi, la vista iniziava ad accusare qualche problemino tecnico, seguire le lezioni alla lavagna se seduto alla seconda o terza fila iniziava ad essere difficoltoso, cercavo di strizzare le palpebre e focalizzare meglio il tutto, ma inesorabilmente avvertivo un piccolo deficit che in maniera costante peggiorava.

Confessai il malessere ai miei genitori e pensando fosse un classico e semplice disguido visivo andai in un centro ottico di Savona pensando di risolvere il tutto con un paio di occhiali da vista. Mi dissero che avevo un piccolo problema di astigmatismo mi fecero scegliere un montatura e con un nuovo modello di occhiali affrontai con fiducia il mondo esterno.

Obiettivamente i primi tempi la situazione migliorò sensibilmente finalmente tornavo a vederci iniziai il primo anno di Università e riuscendo a leggere senza difficoltà anche dagli ultimi banchi pensai di aver risolto tutto. Ma nonostante il mio temporaneo ottimismo le cose iniziarono a peggiorare nuovamente.

A questo punto andai a fare una visita specialistica dalla dottoressa Grillo a Savona, e per la prima volta ascoltai la parola Cheratocono. Spiegarono a me e mia madre che probabilmente avevo questa patologia che per essere sicuri avrei dovuto fare un controllo specialistico con una mappa corneale, ma di non preoccuparsi che sicuramente si sarebbe trovato un rimedio.

 

Dopo la mia prima mappa corneale a Genova nel 2000 entrai ufficialmente in confidenza con il mio amico Cheratocono. Fortunatamente mi diedero il contatto di una dottoressa Patrizia Zago che nel Savonese era un punto di riferimento per i pazienti affetti da questa patologia agli occhi

Iniziai ad informarmi a leggere su internet, e sinceramente ho iniziato a capire in quel periodo il significato della frase “quando hai un fastidio non cercare mai su internet il rimedio o cosa possa essere” sante parole direi, leggevo di persone che non riuscivano a vedere in attesa di trapianti. Diciamo che se ripenso ala mia espressione in quei momenti ora mi viene da sorridere ma solo ora. I primi passi in questo mondo fatto di lenti a contatto, liquidi per lenti, contenitori per lenti fu abbastanza traumatico. Fortunatamente mi reputo una persona con un carattere forte, da buon sardo sono testardo e fin dalle prime prove lenti la mia caparbietà mi ha portato ad utilizzare immediatamente lenti rigide abituandomi ai fastidi iniziali altamente invasivi.

Ho provato e riprovato sempre sotto le preziose indicazioni di Patrizia come togliere le lenti in maniera corretta perche sembra facile ma provare in qualsiasi circostanza a togliersi una lente rigida che somiglia ad un pezzetto di vetro incastrato nel bulbo oculare è opera di precisione mica da ridere.

Per 12 anni ho utilizzato unicamente lenti speciali, effettuavo controlli costanti, molte mappe corneali ed ogni anno cambiavo lenti perche la malattia modificava il profilo della Cornea.

In teoria non bisognerebbe abusarne, ma vallo a spiegare ad un ragazzo che senza lenti non vede quasi nulla e con arriva a vedere quasi 9/10 di visus. Con tutto questo sono cresciuto, sono maturato, ho continuato a praticare sport, gioco a calcio da quando ho 10 anni, insomma il Cheratocono non mi ha impedito di svolgere tutto quello che un ragazzo può e deve fare.

 

Nel 2012 i miei occhi sono arrivati stanchi e stufi, facevo fatica a vederci in maniera ottimale con varie lenti, anche le più soft e confortevoli non mi permettevano di avere un visus decente. Un ragazzo affetto dal mio problema ha diciamo tutto il tempo per abituarsi ad un trapianto di cornea ma quando arriva il momento non si è mai troppo pronti.

Tramite la dottoressa Zago ho conosciuto il Prof. Traverso. Durante la prima visita ho subito apprezzato la chiarezza e la calma con la quale mi veniva spiegato la necessità di effettuare un trapianto in quanto l’occhio dx più del sx era arrivato diciamo alla frutta.

Dopo quella visita ero ufficialmente in lista, in attesa di una cornea compatibile con le mie necessità. Ricordo ancora il giorno della telefonata dalla Banca degli Occhi, ero in ferie per le vacanze di Natale e i primi di Gennaio ricevetti la comunicazione che se disponibile potevo effettuare il trapianto a metà Gennaio.

Passai il resto dei giorni prima del grande evento con un mix di paura, eccitazione e curiosità.

 

Mi recai al centro oculistico di Genova al San Marino la sera prima dell’operazione, dopo aver fatto i prelievi pre-operatori e i vari esami standard andai a dormire per così dire. La mattina del grande giorno l’attesa iniziava a logorarmi anche perché in quei momenti non vedi l’ora di affrontare il tutto finalmente. Al termine dell’operazione tirai un sospiro di sollievo, come sempre le paure personali spesso sono superiori al reale problema affrontato, l’anestesia locale è leggermente fastidiosa, si avverte un lieve bruciore ma dura veramente pochi istanti. Tutto avviene senza nessun tipo di dolore e ti ritrovi nella tua camera con l’occhio bendato senza nessun problema.

I giorni successivi all’operazione furono quelli un pochino più complessi anche perché bisognava costantemente mettere colliri e i punti, iniziano a farsi sentire. Per i primi giorni la difficoltà ad aprire l’occhio è evidente ma poco a poco le cose migliorano fino a quando continuando con i colliri tutto torna alla normalità. Il visus inizialmente non è ottimale ma migliora costantemente specialmente quando si inizieranno a togliere i primi punti di sutura.

Dopo qualche mese la vista migliorò sempre più fino ad arrivare a due anni di distanza a vederci quasi 9/10 senza nessuno tipo di lente o correzione. L’anno successivo nel 2013 visto il successo del primo intervento feci il secondo trapianto all’occhio sx, anche questo senza particolari problemi. Diciamo che la seconda avventura fu ancora meno traumatica avendo ormai una certa esperienza e conoscendo con precisione tutto l’iter.

Oggi posso dire di essere un ragazzo che ha affrontato e sconfitto il Cheratocono, posso solo che ringraziare la Banca degli Occhi e l’equipe del Prof. Traverso, grazie a loro e soprattutto alle donazioni posso finalmente essere libero da lenti a contatto dalla sensazione di non vedere quasi nulla appena sveglio, dal non poter leggere un libro o vedere semplicemente la tv.

 

Ora ho riscoperto il piacere di leggere un buon libro prima di addormentarmi, di riconoscere persone per strada senza dover strizzare gli occhi al fine di riconoscere volti che da distante risultavano sconosciuti. Posso guardarmi allo specchio senza vedere occhi arrossati e doloranti e posso portare eventualmente occhiali semplici da vista come qualsiasi individuo.

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